Con l’aiuto di una pianta che favorisce la memoria e le funzioni cognitive, la Bacopa, Zenzero e Valeriana approdano in Nepal per un viaggio all’insegna dell’esplorazione e della spiritualità.

Non te l’ho ancora raccontato, ma la scorsa notte ho fatto un sogno terribile!” – rivela Zenzero a Valeriana mentre ritirano i bagagli in aeroporto. “Eravamo ormai vecchi ma, mentre tu eri ancora pimpante, io ero sempre meno lucido. Mi dimenticavo le cose, a volte i nomi o i visi delle persone, addirittura dov’ero. Un incubo, davvero. Tu in pratica stavi cominciando a farmi da badante.

Oh mamma mia, che prospettiva…” – gli risponde Valeriana con un sorriso dei suoi. “Spero manchino ancora molti anni al momento del tuo declino. Dai, su, prepariamoci, dobbiamo andare!

I due sono appena arrivati all’aeroporto di Lukla, in Nepal, dopo aver preso un volo interno da Katmandu. Stanno per recarsi ad incontrare la loro guida nepalese, che li porterà a fare uno dei trekking più ambiti sulla faccia della Terra: 18 giorni tra pascoli, yak, suggestivi templi Buddhisti nascosti tra le montagne e panorami mozzafiato. Ultima tappa: il campo base dell’Everest, il tetto del mondo.

Li raggiunge un tale dal volto paffuto, che non dimostra più di 18 anni. Il ragazzo allunga la mano: “Piacere, sono Akash, la vostra guida!

Zenzero sgrana gli occhi: loro si aspettavano un azzimato uomo di mezza età, ma forse in Nepal l’aria mantiene giovani?

Piacere nostro. Partiamo?” – domanda Valeriana impaziente, indossando un cappello e un paio di occhiali da sole con cui difendersi dalla forte luce che sembra ancora più intensa nell’aria rarefatta.

Dobbiamo aspettare ancora qualche minuto. Uno dei vostri compagni di viaggio sta cercando dappertutto la borsa con l’attrezzatura da montagna. Potrebbe averla persa.”

Una decina di minuti dopo ecco arrivare un bell’uomo dai capelli brizzolati, certamente un po’ in là con gli anni. “Niente, dell’attrezzatura nemmeno l’ombra. Potrei averla dimenticata in albergo a Katmandu. Ah, scusate per l’attesa. Mi chiamo Carlo.

Non c’è problema.” – sorride la guida, mettendo in mostra una fila di denti bianchissimi. “Le attrezzature possiamo offrirle noi. Non vorrà certo rovinarsi un trekking del genere solo per una dimenticanza!

Mentre sono a bordo del fuoristrada che li sta conducendo in albergo, Zenzero e Valeriana fanno due chiacchiere con Carlo, che sarà con loro per tutto il viaggio. Sono curiosi di sapere cosa ci faccia lì, ai confini del mondo, un uomo di 65 anni. Carlo spiega che ha deciso di intraprendere questa sfidante avventura, che sarà probabilmente una delle ultime per sopraggiunti limiti di età, per mettersi alla prova. Del resto, è sempre stato un tipo dinamico e non si è mai tirato indietro davanti agli ostacoli. Non vuole farlo nemmeno ora che la sua mente sta cominciando a perdere i colpi. Il medico gli ha parlato di un inizio di decadimento cognitivo lieve (MCI). E lui vuole affrontarlo a testa alta.

Carlo prosegue raccontando che da qualche tempo non fa che dimenticare cose in giro. Nello specifico, da quando è partito dall’Italia si è reso conto di aver scordato gli adattatori per le spine elettriche a casa. Poi, stava per lasciare in aeroporto il borsello con il passaporto, cosa evitata solo grazie al pronto intervento di un gentile signore. Infine, questo: come si può scordare l’attrezzatura da trekking, proprio quando si sta per partire per un’escursione pazzesca a quasi 5.000 metri d’altezza?

Akash li guida con il fuoristrada fino all’hotel, dove incontrano gli altri compagni di viaggio. La mattina dopo, si parte presto. Prima tappa: Namche Bazar. E’ il primo villaggio che si incontra, una manciata di case, visi sorridenti degli abitanti che si mescolano ai colori sgargianti dei loro abiti tradizionali. Qui è nato Tenzing Norgay, il primo uomo a mettere piede sulla vetta dell’Everest.

Il cielo è sgombro di nubi, e davanti agli occhi di tutti si apre una vista spettacolare sui picchi altissimi dell’Himalaya. Dopo una frugale colazione, si riparte alla volta di Tengboche, un monastero Buddhista che segue ancora il misticismo del Tibet.

Non posso crederci!” – sospira Carlo. “Gli occhiali da sole! Li avevo posati sul comodino prima di dormire e…

Valeriana fruga nel suo zaino: per fortuna ne ha un paio di scorta.

Quella sera, al monastero, sono tutti spossati. Camminare per ore, il vento in faccia e lo scarso ossigeno di quelle altitudini, non è certo una passeggiata.

Per fortuna Aarushi, la monaca che li accoglie, ha un sorriso così luminoso che sembra cancellare tutte le fatiche. Prima della cena, a base di verdure cotte e latte di yak, la cerimonia delle bandiere: si appendono pezzi di stoffa colorati al di fuori del monastero, per buon auspicio.

L’ora di dormire è arrivata, ma Valeriana si avvicina a Aarushi, scambiando con lei poche parole e molti sorrisi.

Cosa le hai detto?” – domanda Zenzero, sbadigliando.

Domani lo scoprirai.” – sorride Valeriana.

La mattina dopo, terminata una colazione a base di frutta e yogurt, la monaca si avvicina a Valeriana e le porge un sacchetto colorato e una ciotola colma di un liquido scuro e dall’odore forte. Valeriana lo offre a Carlo: “Aarushi mi ha suggerito che un decotto a base di Bacopa favorisce la memoria e le funzioni cognitive. Mi ha anche dato una piccola scorta di erbe, per preparare altre tazze durante il viaggio.

Carlo trangugia il liquido, sorpreso di tanta gentilezza e attenzione: “Sei una ragazza d’oro!” – commenta.

Non sappiamo se sia stato il decotto a base di Bacopa, una pianta tipica di India, Nepal e altre zone di quella parte di mondo, ma alla fine del viaggio Carlo è arrivato al campo base dell’Everest insieme a Zenzero e Valeriana senza dimenticare nulla.

E tornato a casa, non vede l’ora di deliziare la famiglia con i racconti dettagliati di tutti i particolari di quella fantastica avventura, ma soprattutto di quel benessere fisico e mentale e di quei due nuovi amici che il viaggio di Nepal ha saputo regalargli.

Problemi di memoria: la Bacopa ti illumina!

Alla scoperta di una pianta dagli effetti positivi per la memoria e le funzioni cognitive e che può essere utile per il benessere mentale.

Dimenticare saltuariamente oggetti o impegni è un inconveniente fisiologico associato all’avanzare dell’età che, nella maggior parte dei casi, non dovrebbe preoccupare. E’ stato calcolato che a partire dai 30 anni, le cellule nervose cominciano a morire e dopo i 70 anni si possono perdere anche 100.000 neuroni al giorno! Quindi tutto abbastanza normale.

Ma quando le disattenzioni, i problemi di memoria, le difficoltà di concentrazione e di prendere decisioni cominciano ad intaccare la vita quotidiana, potrebbe trattarsi di una forma di declino cognitivo che, anche se non particolarmente grave, merita attenzione perché potrebbe peggiorare nel tempo.

Si parla di declino cognitivo lieve quando la riduzione dell’efficienza mentale è più grave rispetto all’invecchiamento fisiologico (senza problemi significativi nelle comuni attività giornaliere), ed è uno stato di transizione tra l’invecchiamento normale e la demenza. Oltre all’età, tra i principali fattori di rischio per il suo sviluppo troviamo predisposizione genetica, sedentarietà, mancanza di stimoli e alcune condizioni patologiche come diabete, ipertensione, depressione, alti livelli di colesterolo nel sangue ecc.

Per conservare la mente lucida anche in età matura è consigliabile mantenere attivo il cervello attraverso la lettura, gli hobby, le passioni, non fumare, seguire un’alimentazione ricca di fibre e povera di grassi e di sale, praticare il più possibile attività fisica, interagire con gli altri e, perché no, cercare un aiuto nella fitoterapia.

Ad esempio, un integratore alimentare completamente naturale che unisca le proprietà della Bacopa a quelle dell’Astaxantina, della Fosfatidilserina, un componente essenziale delle membrane cellulari, e della Vitamina E, ad attività antiossidante, può ridurre i disturbi del declino cognitivo lieve associato all’avanzare dell’età.

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